(no subject)
ò_ò
[info]unlockedgirl
 Mi sono trasferita su wordpress

http://alltomorrowparties.wordpress.com

anche se non mi cagate mai. 
<3
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Hillcrest Park
*sigh*scottramona
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It's...it's beautiful *ç__ç*!



(iPhone + Hipstamatic, even if I have a Nikon camera I'm too lazy to use it for just one photo 8D oh my-)
My new-new-Ramona Flower's handmade bag, from eBay, arrived just today in my filthy pawns (after a month, yay, better than never) ad will be used for university today, where I'm pretty sure that no one knows the series or the movie. (seriously, do philosophers and historicals know nerdy comics?). Whatewer, this is really a piece of art: is really good fabric and is big, so I can put in all my stuff without being afraid of damage!<3
And now I'm comin' back to latin authors (oh, Valerio Anziate, you're such a drama queen!) and my lunch *w*.
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I've heard there was a secret chord...
ò_ò
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...awh. E' l'unico verso che esce dalla mia bocca quando ascolto Rufus Wainwright. Aaawwh. Ed è anche un bene, perchè almeno così non esce nient'altro che possa compromettermi; una litigata familiare al giorno può bastare.
Conto al 4, grazie.

Non sono impazzita, almeno non più di quanto io lo sia mai stata, sto solo ronzando attorno ad una delle domande che ultimamente mi pongo sempre più spesso: perchè se qualcuno ti vuole bene ti deve trattar male? C'è un particolare algoritmo, una relazione x=y tra le due cose, sono direttamente proporzionali? (bene che vuoi : trattar male l'oggetto del tuo amore = pane : nutella - che è la cosa più giusta che ci sia al mondo?-).
In questo caso, bella merda: la persona cui è dedicata questa domanda, questo fantastico pensiero, è mia madre.

Mia madre è diventata un hobbit col passare del tempo: piccola e tonda, lavora come stakanovista e nel tempo libero fa il promotore finanziario. E' una persona che riuscirebbe a fare amicizia anche coi sassi, ha dei seri problemi a ricordarsi i più semplici vocaboli in italiano (infatti spesso utilizza "coso" a piacere) ma ricorda ogni singolo termine finanziario possibile.
Nonostante la sua bravura nello stringere relazioni umane (cosa che avrei voluto ereditare, cacchio!) questa viene esercitata solo con degli esemplari di essere umani alquanto raccapriccianti, a mio modesto avviso: donne over 60 sposate con zerbini, spesso stronze come poche cose al mondo, che cagano soldi e hanno la cultura spicciola di chi vive leggendo Harmony e guardando televisione (e vota Berlusconi). Sono esseri grotteschi, che si contorcono in risate tremende e passano la maggior parte della loro vita a fumare, giocare a carte e invitarsi a turno a casa per una partita (di carte) o una cena (di millemila portate). Sono fastidiose come un herpes nella zona perineale. Eppure sono le sole persone che ascolta, e ancora non ne ho capito bene il motivo: per mia madre, i miei consigli sono rilevanti quanto la polvere sul parquet. Ci sono, danno fastidio, ma sono comunque facili da ignorare e prima o poi qualcuno ci passerà la scopa sopra quindi, perchè darsi pena?
Ecco. La voce delle amiche invece è una manna, un mantra da ripetersi, perchè loro hanno idee geniali ed ottimi consigli e quanto dicono è semplicemente l'apoteosi della verità e della perfezione fattasi verbo.
Qui ci sta un vaffanculo.
E questo, ovviamente, è quello che fa scattare la molla delle urla e dei litigi: lei mi ripete che non faccio un cazzo in casa, io ribatto che non si accorgerebbe nemmeno se svuotassi la casa d'un colpo, inizia ad incazzarsi, inizio ad incazzarmi e le urlo che le sue amiche sono delle vacche e che sono gli unici esseri che riescono a farsi ascoltare da lei.
La cosa finisce con me che grugnisco, per poi smettere del tutto di parlare, e di lei che poi si dimentica dell'accaduto e mi ignora (più o meno come sempre) per sbattersi di fronte alla televisione. Almeno fino alla prossima, a suo dire, stronzata che ho il coraggio di dire.

Sono un po' stanca di tutto questo: voglio dire, non ho mai idealizzato la famiglia, la casa, i rapporti umani e tutto il resto. Casa nostra è un appartamento di 110 mq di perenne disordine, polvere, pelo di gatti e talvolta puzzo di sigaretta. Recentemente, facendo piazza pulita del contenuto di un armadietto, ho trovato un barattolo di pesce sotto sale che scadeva nel 1990. Cioè l'anno in cui sono nata. L'ho tenuto per ricordo, e probabilmente il suo contenuto ormai é radioattivo o imploso su sè stesso, quindi evito di aprirlo (un po' come fanno i proprietari della merda d'artista, per intenderci). Talvolta emergo dalla mia pila di scartoffie universitarie per cercare di dare una riordinata generale, gesto reso vano dal passare del tempo, che fa tornare tutto come prima; con un po' di orgoglio posso dire che la mia stanza è la cosa più pulita e ordinata della casa, a parte i libri sparsi un po' dovunque ed i segni della mia grafomania sul muro (ovviamente su supporti cartacei e non direttamente sulla vernice).
Però mi chiedo cosa sarebbe ora se fosse semplicemente stato tutto diverso; forse almeno, qualcuno mi ascolterebbe quando parlo, invece d'esser tutti presi dalle proprie cose. Oggi ho anche avuto il rarissimo onore di sentir fare i capricci (sì, i CAPRICCI) da un sessantatreenne, alias mio padre, che mi ha fatto spostare in toto tutte le cose che avevo da fare per trascinarmi fino a Cherasco per andare a vedere un negozio di ciclismo. Sia ben chiaro che non mi dispiace, dal momento che i miei regali di Pasqua sono svaporati in una maglia nuova, calzoncini e manicotti, però è stato...strano. Soprattutto quando ho concretizzato che una cosa del genere non avverrebbe mai nel caso opposto.
Perchè ormai tutti mi ripetono che sono troppo grande per fare i capricci.
Eh beh, bella scoperta.
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Troll song is troll
doepicshit
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Emptiness is loneliness, and loneliness is cleanliness
And cleanliness is godliness, and god is empty just like me.

Problems, church? 8D

- Billy Corgan, filosofeggiando oltre il piano ontologico in "Zero"

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Sogni
ò_ò
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Ricordo che quand'ero piccola passavo i pomeriggi a guardare ogni singola stagione di Sailor Moon con mia sorella, entrambe sprofondate nel divano, ricordando a memoria le battute e facendo le piroette nella mia stanza cercando di imitare quelle delle trasformazioni e che litigavo con mio padre perchè, quando arrivava la bella stagione, non mi lasciava guardare la televisione per vedersi il ciclismo ed io così mi perdevo la puntata del giorno, che veniva trasmessa giusto prima di cena. A vent'anni, Sailor Moon lo guardo ancora (e tutt'ora rimane il mio anime preferito), e ne colleziono tutti i manga, considerandolo l'incarnazione perfetta di tutti i migliori valori possibili, dall'amore all'amicizia, al coraggio ed alla forza interiore che nasce dall'affetto di chi ci vuol bene e dal credere in sè stessi. Un solo cartone mi ha dato più valori di anni e anni di insulso catechismo, e probabilmente mi ha anche fatto diventare una persona migliore. Per questo non mi vergogno ad ammettere che piango ancora su alcune scene decisamente strazianti (tipo la morte di Nephrite, nella prima serie, il combattimento tra Usagi ed Endymion, tutte le senshi che nella quinta serie si sacrificano una dopo l'altra per proteggere Sailor Moon e le Starlights, Michiru che protegge Haruka nella cattedrale...) e che la colonna sonora di quel dannato Arisawa Takanori è una delle più belle e dolci che mai ho sentito. Sembrerà assurdo, ma è stato un cartone ad insegnarmi a sognare, e a vent'anni ancora non lo dimentico; non è stata una ''fase'', non è una passione infantile che va scemando quando si cresce, si va all'università e si decide di essere più attivi politicamente piuttosto che rimanere nel mondo delle favole.

Però, benchè mi si prenda in giro, io non crescerò mai e sì, continuerò a credere nelle fate, che mi attorcigliano gli auricolari e le collane, in ciò che non vedo ma che percepisco e nell'eterna lotta tra il bene ed il male.
Non sia mai che una fata muoia a causa mia.
 

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Last Flowers
ò_ò
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Appliances have gone berserk
I cannot keep up
Treading on people's toes
Snot-nosed little punk

And I can't face the evening straight
And you can't offer me escape
Houses move and houses speak
If you take me there you'll get relief
Believe, believe, believe, believe...

And if I'm gonna talk
I just wanna talk
Please don't interrupt
Just sit back and listen

Cause I can't face the evening straight
And you can't offer me escape
Houses move and houses speak
If you take me there you'll get relief
Believe, believe, believe, believe...

It's too much
Too bright
Too powerful

Too much
Too bright
Too powerful

Too much
Too bright
Too powerful

Too much
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Frollo is disappointed, and he's right.
ò_ò
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i've an exam next month ( 14th and 19 th april) and my head is an open, wide, blank space with nothing in it. I've to read two books for the first exam and I don't remember where I put the; also, I've a terrible headache who doesn't want to go away, i'm restless an tired 'cause I haven't slept well since last exam (yes, the one I've failed) and lots and lots of troubles are coming those days.
Like John Lennon said, I'd give everything I got for a little peace of mind.
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ò_ò
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SESSIONE D'ESAMI:
dal 12 al 20 aprile.

segue reazione della sottoscritta

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Roundabout
spockapplause
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This will be my "exams face", from now 'till graduation.


FUCK YEAH


God, the whole "exam thing" really pisses me out. I hope I won't see anyone that was in that class for that fuckin' exam, or I'll screw up everything and turn into an agricola.

 

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ò_ò
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Down and Out
It can't be helped but there's a lot of it about
With, without
And who'll deny it's what the fighting's all about
Out of the way, it's a busy day
I've got things on my mind
For want of the price of tea and a slice
The old man died


Si sarà giustamente notato, dal momento che non ho più scritto numeri o memorie di epiche danze di vittoria, che l'esame è passato ma che non ne ho parlato. Giustamente.
Non voglio parlare di un fallimento, sarebbe un altro, sarebbe troppo.
Sono stufa di vedere tutto così nero davanti a me: anche dopo quattro giorni è sempre lo stesso, tremendo, senso di frustrazione che mi cade sulle spalle a farmi compagnia la sera.
Ed il sax di "Us and Them".
C'è che ho già sbagliato, una volta, e sbagliare ancora mi appare così insensato: perseverare nei miei errori, continuare a deludere e, soprattutto, a illudermi; non bisogna pontificare, non ci si può lamentare di una cosa perfettamente normale e lo so, eppure non riesco a non esserne triste.
Doversi impegnare.
Non deludere.
Sforzarsi sia mentalmente che fisicamente e ripetere ancora a tutti coloro che non lo sanno che no, l'esame non l'ho superato, ho rifiutato il voto (qualunque fosse) ed ho deciso di correre via e chiudermi nell'ascensore, bloccando le porte con fare isterico perchè nessuno vedesse che stavo già piangendo. L'immagine che mi restituiva lo specchio era orripilante: non era solo il trucco colato, gli occhi rossi e le labbra tumide a renderlo tale.
Era l'immagine di me, a pezzi, sconfitta dalle parole acide di una persona cui dello studente che ha davanti non importa un cazzo, una persona vanagloriosa e così fiera dei suoi studi presentati a Oxford e Cambrige mentre chi era davanti a lei era una povera nanerottola che non sapeva nemmeno una sillaba di greco.

Ora mi tocca restituire tutto con gli interessi.
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